natale a foggia

La Vigilia di Natale: Foggia a Tavola

Oggi vi raccontiamo il Natale a Foggia: i piatti della tradizioni e il buon vino.

Il Natale è una di quelle feste in cui il cibo è protagonista indiscusso, sia nei giorni che precedono il 25 sia successivamente. A Foggia infatti le case iniziano ad esser ricchi di odori che vanno dal vincotto agli agrumi, passando per mandorle, baccalà e frittura. Un tripudio di colori e sapori che rendono la tavola bella e super golosa.

A Foggia durante la vigilia c’è l’usanza di non pranzare a casa ma di uscire per le strade a far festa e fermarsi a mangiare qualche pettola calda, fritta lungo gli angoli del centro storico.

Immancabile il brindisi a base di prosecco prima di rientrare a casa dove insieme ad amici e parenti viene servito il tradizionale pranzo della vigilia di Natale.

Il menù della Vigilia

Il menù della Vigilia nella nostra città è generalmente a base di pesce infatti si è soliti preparare un ricco antipasto a base di crudo di mare, tartine al salmone e insalata di polipo abbinati sempre ad un ciuffo di cime di rapa condite con olio crudo.

A seguire un primo piatto che da tradizione dovrebbe esser la linguina al sugo di capitone o anguilla: nell’ultimo periodo diciamo che questa tradizione resta legata a pochissime famiglie perché il gusto della carne del capitone è molto intenso e particolare e non incontra più i gusti della maggioranza dei commensali.

Ecco perché al suo posto si predilige un sughetto con tonno, capperi e olive nere o un classico risotto ai frutti di mare.

Il baccalà e le sue varianti

Se c’è ancora posto si procede con i secondi, dove il baccalà impera sovrano. Uno dei piatti più in voga nelle cucine foggiane durante la vigilia di Natale è infatti il baccalà all’insalata: in pratica il baccalà viene lessato, scolato e condito con aglio prezzemolo olio di oliva e olive nere.

Un altro secondo che si trova nel buffet del menù natalizio foggiano è il baccalà pastellato e fritto, una bontà unica croccante all’esterno e morbido al suo interno.

Ultima variante del baccalà è al forno con patate, cipolla e zucca. Un classico da assaporare in abbinamento ad uno dei vini presenti fra le etichette di Edwine, il Ca dei frati Lugana Doc. 

Etichetta storica, nota sin dal 1782 come attesta un documento che riferisce “di una casa con cantina sita in Lugana nel tener di Sermion detta il luogo dei Frati”.

Il Ca de Frati Lugana Doc è un vino  fresco, lineare e dotato di grande finezza ed eleganza con note delicate di fiori bianchi e balsamiche, sentori di albicocca e mandorla. In bocca è capace di avvolgere tutto il palato grazie ad una importante essenza sapida accompagnata da acidità viva ed esuberante. In giovinezza è da preferire con una temperatura di servizio a 10 gradi circa, con antipasti freddi o tiepidi ma delicati ed accompagna piatti di pesce sia bollito che al vapore o alla griglia.

I formaggi per concludere

… La bocca non è stracca se non sa di vacca.

A conclusione delle portate principali il cenone della vigilia foggiana non può considerarsi concluso se non vengono serviti i formaggi: latticini freschi e stagionati abbinati a miele e frutta secca di stagione.

Giunti a questo punto sarebbe ideale fare anche un cambio di vino perché il Tignanello della Cantina Antinori sarebbe l’abbinamento perfetto per questo tripudio di formaggi e frutta secca. 

È stato il primo Sangiovese ad essere affinato in barriques, il primo vino rosso moderno assemblato con varietà non tradizionali (quali il Cabernet), e tra i primi vini rossi nel Chianti Classico a non usare uve bianche.

Tignanello è una pietra miliare.

I dolci tipici foggiani

… Last but dont’least … Il carrello dei dolci

Menzione a parte merita la varietà dei dolci che vengono realizzati durante il periodo delle feste: oltre ai classici pandoro, panettone e torrone ogni presenti in ogni casa. 

Il dolce tipico della festività natalizia foggiana è sicuramente la cartellata: un dolce a base di cannella, spumante e vino cotto, fritta e poi arricchita da uno sciroppo di vino cotto e granella di mandorle. 

Altro dolce immancabile sulla tavola del Natale sono le mandorle atterrate: mandorle tostate e poi avvolte da un guscio di cioccolata fondente fusa a bagnomaria. 

Per accompagnare queste bontà non possiamo non scegliere il re delle feste: Giulio Ferrari, riserva del fondatore.

Bouquet intenso e complesso, dalla mineralità spiccata, arricchita da sentori esotici. Alle percezioni di cioccolato bianco e nocciola seguono note balsamiche e preziose pennellate di spezie, cera d’api e miele. Ottimo abbinato al momento del brindisi finale. 

Qualche consiglio per il pranzo di Natale?

Beh un classico è la teglia di lasagna al forno spinaci e ricotta con il macinato! Una bomba di gusto e tradizione a cui non possiamo non abbinare un vino importante come l’Amarone Bertani.

Il profumo di prugne secche e di ciliegie sotto spirito si intreccia ai sentori di sottobosco e funghi secchi.

Gli aromi fruttati, ricordano l’amarena, il ribes, la ciliegia e frutti di bosco. Un vino perfetto per la selvaggina, i brasati o piatti di carne della tradizione (Pastissada de caval), e soprattutto per un classico primo piatto, le lasagne al forno. 

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Etichette consigliate

Etichette consigliate per il Menù della Vigilia e di Natale abbinati ai piatti della tradizione: 

Ca de frati: Baccalà al forno della Vigilia

Tignanello: Selezione di formaggi stagionati con miele e noci / frutta secca

Amarone Bertani: Primo Piatto Lasagna al Forno

Giulio Ferrari: Cartellate o Mandorle atterrate 

Se vuoi saperne di più sulla nostra selezione di Natale, ti consigliamo di leggere il nostro Blog Post: VINO E NATALE: UN CONNUBIO INDISSOLUBILE

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